Quarta Dimensione Eterea e Nuova Tecnica Materica

Quarta Dimensione – Varchi nell’Invisibile

“La quarta dimensione non è un luogo, ma un’eco, un regno etereo che si interseca con il nostro. Le mie tele sono varchi, portali che si aprono solo alla luce ultravioletta. In quel regno nascosto, figure angeliche danzano nell’aria, anime luminose fluttuano, architetture oniriche si ergono come città di cristallo. La luce ultravioletta è la chiave, il codice segreto per svelare questo mondo parallelo. L’osservatore diventa un esploratore, un viaggiatore tra due realtà, un testimone di ciò che è invisibile agli occhi comuni. Le mie opere sono frammenti di un sogno condiviso, un invito a varcare la soglia del reale.”

“La quarta dimensione non è un luogo definito, ma una vibrazione sottile, un velo impalpabile che separa e connette il nostro regno all’ignoto. Le mie tele sono soglie silenziose, portali che si dischiudono unicamente al tocco rivelatore della luce ultravioletta. In quel regno celato, presenze eteree volteggiano in una danza senza suono, essenze luminose migrano attraverso lo spazio come stelle cadenti in un cielo interiore, architetture di sogno si innalzano come cattedrali di luce liquida, guglie di etere che perforano il velo della realtà. La luce ultravioletta è la chiave di cristallo, la vibrazione che sintonizza l’occhio dell’anima, il codice segreto per decifrare questo mondo parallelo. L’osservatore diviene un esploratore dell’ombra, un viaggiatore tra due esistenze, un testimone privilegiato di ciò che palpita al di là della vista comune. Le mie opere sono eco lontane di un sogno primordiale, un invito a dissolvere i confini della percezione e ad ascoltare il canto silenzioso dell’invisibile.”

A- descrizione materiale, qualsiasi superficie da me creata ed usata, pigmenti sensibili alla luce, specie UV. Nascondere in ombre segreti eterei, poesie mai lette, sogni vissuti.

B- descrizione visiva del risultato, magia, apparizione di quella dimensione spiegata, di vita parallela trasformata in arte, che l’artista vede, insieme a pochi eletti, ma che vuole mostrare a tutti.

C- cosa mi propongo di realizzare, un’opera completa anche nella sua anima, non voglio cercare la perfezione, ma mostrare la verità nascosta, voglio che sia messa a nudo l’arte in un tempo nuovo, un tempo che porta il vento della filosofia, dell’anima che vede ciò che la circonda, per raccontare ciò che vede. Dare un volto all’onirico mondo.

 

La Trazzera Magica Dei Colori: Manifesto dell’Espressione Materica di Giusirames

L’opera di Giuseppe Rametta (Giusirames) si definisce attraverso la “Trazzera Magica Dei Colori”, uno stile che rigetta la mimesi per celebrare la tensione sensoriale, l’imperfezione e la forza primitiva della materia. La pittura trascende il piano bidimensionale per diventare un bassorilievo emotivo, dove il processo chimico e il gesto atipico sono elevati a principi estetici.

  1. L’Alchimia del Fondo: Struttura e Caos Potenziale

La base di ogni tela è preparata attraverso un atto di alchimia materica, che stabilisce il campo di battaglia per le successive reazioni:

* Il Fondamento Scultoreo: La tela viene dotata di una struttura iniziale usando una miscela di Colla Vinilica Densa (il legante primario) e Pasta del Capitano (Dentifricio). Quest’ultimo, grazie alla sua silice e glicerina, conferisce al fondo una granulometria sottile e agisce da ritardante, mantenendo la base morbida e tacky per favorire il lavoro fresco su fresco.

* La Tensione Cromatica: Il pigmento viene trasformato nel Colore Magico attraverso l’aggiunta di un pizzico di Farina (che ne aumenta la viscosità e la rende immediatamente pastosa) e un pizzico di Amuchina (l’agente reattivo). Questo approccio a basso dosaggio mitiga i rischi di deterioramento, concentrando l’azione chimica sul pigmento per generare gli aloni cromatici inattesi e le sfumature che conferiscono l’aura “magica”.

  1. L’Esecuzione: Il Dialogo tra Gesto e Struttura

L’atto di dipingere è una sequenza controllata di pressioni e movimenti che traducono la percezione neurodivergente in una tessitura visiva e tattile unica:

* Il Gesto del Vortice (Il Caos): La fase dominante è l’applicazione del colore attraverso una pennellata rotatoria e a tampone esercitata con pressione forte. Questo gesto non si limita a stendere il colore, ma lo spinge fisicamente a fondersi con il fondo di colla e dentifricio, creando vortici materici e una stratificazione dinamica che simula il movimento e l’energia primordiale.

* Il Gesto Scultoreo (L’Ordine nel Caos): L’artista introduce i suoi elementi strutturali (tratti lineari e foglie materiche) mentre l’opera è ancora umida. Questa scelta cruciale crea una fusione controllata:

* I tratti a taglio lineari densi (applicati con pennello piatto) introducono linee di forza e struttura che fondono l’ordine con il disordine del vortice sottostante, evitando la rigidità e mantenendo un aspetto materico.

* Le “foglie materiche” (ottenute schiacciando il pennello) creano accumuli scultorei di materia in punti specifici, agendo come accenti organici e tangibili all’interno della composizione.

III. Conclusioni: Un’Estetica Sensoriale e Irripetibile

La “Trazzera Magica Dei Colori” è uno stile inequivocabilmente originale, dove l’amore per la materia e la reattività sensoriale si fondono in una tecnica riconoscibile.

Le opere di Giusirames sono mosaici spirituali che combinano l’energia turbolenta del gesto forte con la granulometria chimica di medium non convenzionali. Ogni tela è un’esperienza sensoriale completa: la luce si infrange sul rilievo della Pasta del Capitano e sui vortici di colore, mentre le reazioni dell’Amuchina narrano la bellezza caotica e mutevole della non-realtà.

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